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Il presunto ritorno di Hardwell e i fantasmi dell’EDM

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Identità misteriose, cameo inattesi e suggestioni evocative. Questi sono i tre spunti che più creano hype sulle pagine di testate e blog, non solo per quanto riguarda la musica elettronica. Entrando nel nostro mondo, per la sezione “identità misteriose” non possiamo non ricordare il caso-Marshmello che ci ha rincorso per più di 12 mesi. Nella lista “cameo inattesi”, invece, la lista è molto lunga. Spiccano gli articoloni sugli ospiti apparsi all’improvviso su stage particolarmente importanti come Madonna assieme ad Avicii ad Ultra Miami, per citare un esempio illustre. Nel capitolo “suggestioni evocative” invece spadroneggiano i Daft Punk, seguiti a ruota dalla Swedish House Mafia, e i festival a cui avrebbero dovuto suonare ma a cui, puntualmente, non si sono fatti vivi.

Presi singolarmente questi argomenti hanno sempre ottenuto grande engagement, come provano periodicamente alcuni siti e testate che sono grandi maestri del clickbait (talvolta abili cacciatori di scoop, talvolta meri venditori di fumo e illazioni). Mescolandoli assieme in un unico grande impasto, però, provocano un effetto davvero esplosivo. Lo dimostra il grande circo mediatico montato ad arte negli scorsi giorni riguardo al presunto “ritorno in incognito” di Hardwell in consolle.

Tutto ha avuto inizio la settimana scorsa all’Amsterdam Dance Event: durante il party di Sunnery James & Ryan Marciano, il warm-up è affidato a Mr. X, un dj che cela la propria identità dietro un completo nero con tanto di bandana alla Alan Walker e cappello. Il suo set tech-house sul momento non richiama particolarmente l’attenzione ma, a seguito della pubblicazione online di una storia in cui Sunnery James ringrazia Hardwell di essere passato al loro party, inizia a circolare la voce che quel dj mascherato fosse proprio Hardwell. Ripresa da decine di testate e social media in tutto il mondo, questa suggestione invade le conversazioni di tutti i nostalgici della golden age dell’EDM. Tutto vero? Forse. Le presunte prove accampate per sostenere questa tesi sono lacunose ma fanno leva sul profondo desiderio dei fan di rivedere presto il loro beniamino dietro una consolle. Per quanto circostanziali e limitate siano, il solo fatto che il colore degli occhi sia lo stesso di Hardwell o che il produttore olandese sia solito suonare tech-house sono bastati per alimentare il volano del presunto ritorno del due volte vincitore della DJ Mag Top 100. Un pò come nelle teorie dei complotti che negli ultimi anni hanno sempre più successo: sono lacunose, non portano prove concrete, si possono smontare in cinque minuti di serie argomentazioni. Però sono affascinanti, e godono della curiosità che in tutti noi provoca l’effetto “cosa sarebbe successo se…”.

Il management di Hardwell, dopo aver lasciato furbescamente lievitare il caso, si è premurato di sgonfiarlo con una comunicazione ufficiale. “Robbert non era presente al party per suonare ma solo per sostenere i propri amici e godersi la serata. […] Quando deciderà di tornare ve lo faremo sapere”. Non stentiamo a crederci.

In ogni caso, lasciando da parte le chiacchiere, è interessante notare la velocità e l’insistenza con cui molte testate si sono gettate a capofitto su questo argomento. Da una parte si può giustificare quello che è accaduto con una cronica mancanza di scoop legati ai mostri sacri – indicativamente la top 20 della Top 100 – che, avendo raggiunto la maturità della propria carriera (o essendo scomparsi dai radar con vari pretesti) non prestano più il fianco a fatti eclatanti come invece è successo per anni. La stampa specializzata sa benissimo quando nomi grossi come Avicii, SHM, Hardwell, deadmau5 o Tiësto facciano impazzire i propri lettori e generino golosi engagement. I nomi simbolo del periodo 2010-15 annoverano un numero straordinariamente importante e trasversale di fan in tutto il globo e riescono ancora a generare una risposta di pubblico molto ampia, sia online che offline. Per questo, se si fa la rassegna stampa dei maggiori siti che parlano di musica elettronica, non passa una settimana senza che ci sia una notizia che li riguarda. Anche e soprattutto su fatti extra-musicali. La strategia è quella di tenere incollati alle proprie pagine tutte quelle persone che si sono avvicinate al mondo della musica elettronica negli scorsi dieci anni e che continuano a rimanere legati nostalgicamente a quel momento indimenticabile in cui tutto il mondo sembrava pendere dalle labbra di un pugno di sonorità big room. Alesso, Afrojack, KSHMR, W&W, Nicky Romero, Steve Aoki – e molti, molti altri – sono nomi che hanno contribuito alla diffusione dell’EDM a livello globale ma che, oggi, hanno davvero poco da dire dal punto di vista musicale. Nonostante una mancanza ormai cronica di “peso specifico”, quelli sopra menzionati rimangono nomi di cui si parla frequentemente in decine di testate sia europee che, soprattutto, americane.

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